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Coronavirus, come prepararsi alla "fase 2"

La nuova normalità si dovrà convivere con il Covid-19 ancora in circolazione. Ecco come difenderci, tra scelte alimentari giuste e tecniche di gestione della paura. Intanto fanno discutere alcune tesi sulla natura del virus e si fa strada un''app per tracciare gli asintomatici.

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In attesa di uscire dall’emergenza sanitaria, arriva per gli italiani il primo passo da compiere verso la normalità. Lunedì 4 maggio, infatti, si allentano le misure del “lockdown” dopo quasi due mesi di isolamento. Ecco, allora, alcuni consigli per affrontare al meglio la ripartenza, da come potenziare le difese nel corpo al modo per tenere a bada la paura del Covid-19. Intanto, tra tesi fuori dal coro sulle origini e sugli epiloghi del virus, si prende confidenza con la app “Immuni” per contrastare la diffusione del Coronavirus.
 
 
·      Rafforzare il sistema immunitario a colpi di vitamine, Omega 3 e rimedi antistress
·      “Immuni”: la app scelta dal Governo per tracciare i contagi da Covid-19
·      “Il virus creato in un laboratorio scomparirà da solo”: la tesi che fa infuriare gli scienziati
·      L’ansia da contatto con gli “untori”: come gestirla
 

 Rafforzare il sistema immunitario a colpi di vitamine, Omega 3 e rimedi antistress

 Non c’è tempo da perdere con il Coronavirus. Con la fase 2 alle porte è ora di concentrarci per rendere le nostre difese immunitarie più forti che mai, optando per delle giuste scelte alimentari e seguendo tre semplici regole: la prima, del “Più è meglio”, intendendo frutta, verdura, cereali integrali, legumi (da preferire alle farine bianche raffinate) e acqua. La seconda, del “Meno è meglio”, riferendosi a grassi, zuccheri, sale (si consiglia lo iodato) e bevande alcoliche. La terza, del “Varietà, sicurezza a sostenibilità”, che ci ricorda l’importanza di variare il cibo, privilegiando alimenti sostenibili. Passando alla lista della spesa, ecco cosa non deve mancare nel carrello: l’aglio, un potente antibatterico naturale; il pesce azzurro, notoriamente ricco della vitamina B12, di Omega-3 e di grassi insaturi; i cavoli, veri antinfiammatori naturali; le carote, che proteggono il sistema immunitario, come i semi oleosi e la frutta secca; gli agrumi e i kiwi, per l’alto contenuto di Vitamina C (che rafforza le difese del nostro organismo); i cereali integrali, per i sali minerali e le vitamine immuno-protettive (gruppo B); infine, i prodotti caseari fermentati, per le loroproprietà gastro-protettive. Oltre a un’alimentazione specifica, è importante adottare uno stile di vita sano: riposare un numero di ore adeguato, allentare le tensioni con lo yoga o attività rilassanti, svolgere almeno mezz’ora di attività fisica al giorno e fissare la Vitamina D, per la salute delle ossa e per la forza muscolare. La cosiddetta “sunshine vitamin” ha bisogno solo di 20 minuti di sole.
 
 

 “Immuni”: la app scelta dal Governo per tracciare i contagi da Covid-19

 Ancora si sta studiando, ma da quanto si apprende scaricarla sarà una scelta su base volontaria, e servirà per tracciare i contagi da Coronavirus. La app “Immuni” scelta dal Governo, però, è finita sotto la lente del Copasir, competente a vigilare questo tipo di sistemi di informazione. Il Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, Raffaele Volpi, si è detto pronto a convocare in audizione il commissario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri, affinché risponda su: l’architettura societaria dell’azienda titolare del progetto, le forme scelte per l’affidamento e la conseguente gestione dell’applicazione. “Immuni” è stata preferita tra le oltre 300 proposte sul “contact tracing” arrivate. A crearla è stata la “Bending spoons” di Milano, con una sede anche in Danimarca e ben 48 soci, tra i quali, seppur con una piccola quota, risultano anche Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, figli del Cavaliere. Tutto il mondo, su indicazione dell’OMS, sta cercando un’app. L’obiettivo è individuare e quindi isolare gli infetti asintomatici. Del resto, fare test a tutti sarebbe impossibile, e i questionari tradizionali che stanno usando gli operatori sanitari non sono veloci. Il tempo con il Coronavirus fa la differenza. Di qui, come in Corea del Sud e a Singapore, l’idea di automatizzare con un’applicazione il tracciamento dei contatti avuti dal paziente Covid. Ma se i dati degli utenti, nel sistema occidentale e per il rispetto delle norme sulla privacy, saranno pseudo-anonimizzati, dato che nessuno conoscerà tutti i dati delle persone tracciate, come verrà verificata l’affidabilità del tracciamento? Facendo un’analisi dell’app allo stato attuale, “Il Sole 24 ore” fa sapere poi che ci sono ulteriori aspetti tecnico-pratici da sistemare, affinché “Immuni” sia efficace. Come il dilemma della collocazione dei dati (di tracciamento e sanitari), su cui sono in ballo varie ipotesi.
 
 
 

“Il virus creato in un laboratorio scomparirà da solo”: la tesi che fa infuriare gli scienziati

 L’intervento è Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina nel 2008 (per aver contribuito a isolare il virus dell’HIV nel 1983). Non nuovo a uscite fuori dal coro, vedi il caso di una supposta origine microbica dell’autismo, senza contare la sua crociata contro i vaccini, il virologo francese ha diffuso due tesi in una intervista video: la prima, che il Coronavirus Sars-Cov-2 sia uscito dal laboratorio di ricerca di Wuhan per errore, mentre gli scienziati stavano cercando un vaccino contro l’Aids. La seconda che il Covid-19 sparirà da solo, perché “la natura non accetta alcuna manipolazione molecolare, eliminerà questi cambiamenti innaturali e anche se non si fa nulla, le cose miglioreranno, ma purtroppo dopo molti morti”. Subito dopo è arrivata anche un’idea di soluzione: “Con l’aiuto di onde interferenti, potremmo eliminare queste sequenze e di conseguenza fermare la pandemia. Ma ci vorrebbero molti mezzi a disposizione”. Non contento, Montaigner ha poi affermato: “C’è stata una manipolazione sul virus: almeno una parte, non la totalità. C’è un modello, che è il virus classico, che proviene soprattutto dai pipistrelli, ma al quale sono state aggiunte delle sequenze del Vih”. In ogni caso non è naturale - ha proseguito il virologo - è un lavoro di professionisti, di biologi molecolari. Con quale obiettivo? Non lo so. Un’ipotesi è che abbiano voluto concepire un vaccino contro l’Aids”. Nel corso dell’intervista, a sostegno di questa tesi, sono stati citati degli studi di un gruppo di ricercatori dell’Indian Institute of Technology di New Delhi. Un materiale che pare non sia stato mai pubblicato su nessuna rivista riconosciuta. Sulla sua ipotesi, si sono espressi diversi specialisti: “Assomiglia troppo a qualcosa di naturale”, ha raccontato a “Le Monde” Etienne Simon-Loriere, ricercatore all’Istituto Pasteur. “Per creare in maniera artificiale un virus così grande – ha sottolineato l’esperto – ci vogliono conoscenze tecniche di cui pochi laboratori dispongono nel mondo, meno di una decina. E appare poco plausibile che degli scienziati abbiano potuto creare un virus che interagisce così bene con il recettore Ace2 (attraverso il quale s’installa nel corpo umano), mentre questo meccanismo non era mai stato osservato in precedenza”. Degli studi (cinesi, ma non solo) indicano piuttosto che il virus del Covid-19 sia di origine animale (pipistrello o pangolino o entrambi) e non si esclude che sia stato studiato nel Wuhan Institute of Virology (Wiv), inaugurato nel 2017. E da lì, proprio per un incidente in un laboratorio (anche una semplice fiala caduta a terra) avrebbe potuto trasmettersi all’uomo e dilagare fino a causare la pandemia in corso.
 
 

L’ansia da contatto con gli “untori”: come gestirla

 Intanto una premessa: se non riusciamo a gestire la paura, percependo il Coronavirus (Sars Cov-2) come un predatore inarrestabile, giudicando ogni situazione come allarmante, rischiamo di attuare comportamenti impulsivi, frenetici e irrazionali, che saranno controproducenti. Oltre alla probabilità di diventare ipocondriaci, percependo ogni minimo sintomo come un segnale inequivocabile di infezione, potremmo poi iniziare ad avvertireuna sensazione di odio su presunti “untori”, italiani o stranieri. A guidarci sui comportamenti da adottare per tenere a bada l’ansia da contagio è il professor Gianluca Castelnuovo, psicologo e psicoterapeuta. Il pericolo c’è, tanto più che il Coronavirus è piccolo, sconosciuto, facilmente trasmissibile. Per non perdere di lucidità, sarà importante quindi seguire le poche ma preziose indicazioni delle autorità sanitarie, dalla distanza sociale all’obbligo dei dispositivi di protezione personale. Anche l’informazione va scelta:ok solo alle notizie scientificamente fondate e no ai programmi che creano allarmismo. Nella fase 2, inoltre, allentando solo di poco gli obblighi dell’isolamento, sarà importante continuare a investire il tempo a disposizione su nuove attività o su progetti messi in cantiere. Una riflessione a parte va fatta sui bambini. Evitiamo di lasciare accesi i televisori con approfondimenti solo sul virus. Aiutiamo invece i più piccoli a trascorrere il tempo con momenti ludici o dedicati alla didattica. È fondamentale per loro che sia mantenuto un senso di normalità. Solo così si riesce a trasmettere sicurezza.