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Sei un dentista?

Impianti dentali: cosa c'è da sapere prima di poterli mettere

Dai lati positivi dell'intervento alle indagini sul paziente, fino alle controindicazioni che vietano o richiedono cautela, ecco un approfondimento completo di una tecnica complessa ma sicura, e che permette di migliorare la qualità della vita senza avere più pensieri.

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È sicura e permette di tornare a sorridere senza più nessun imbarazzo. Ma per essere certi di potersi sottoporre alla terapia implantare, è fondamentale un’accurata valutazione del vostro dentista di fiducia. Nel caso di patologie come il diabete scompensato, la cirrosi epatica e l’insufficienza renale, le controindicazioni sono così importanti che è impossibile procedere. Ecco che, allora, l’anamnesi e l’esame obiettivo effettuati negli studi dentistici diventano il momento decisivo per accordare o meno l’intervento.
 
 
·      I vantaggi dell’implantologia
·      La visita preliminare: dall’anamnesi all’esame obiettivo
·      Le controindicazioni relative e assolute
 

I vantaggi dell’implantologia

 La tecnica è comprovata e, negli studi dentistici, vanta un tasso di successo superiore al 98%, con la possibilità peril paziente con una buona igiene orale, di mantenere gli impianti per moltissimi anni. Ma facciamo un passo indietro: tutti gli elementi dentali del mascellare superiore e della mandibola costituiscono un insieme stabile e mantengono la loro posizione tramite il contatto con i denti adiacenti. Anche la mancanza di un solo dente, quindi, può generare spostamenti e disagi che è meglio non sottovalutare. Per tale ragione, diventa fondamentale intervenire con l’implantologia, qualora si riscontrino le condizioni favorevoli a procedere. I vantaggi, infatti, non sono pochi. Nel caso di un solo impianto realizzato dal dentista, saremo certi che non vengono danneggiati i denti adiacenti. Ancora: la sostituzione di uno o pochi elementi, permette di mantenere l’osso alveolare interessato dall’intervento, scongiurando il pericolo di riassorbimento (o perdita ossea). L’impianto, infatti, è in grado di stimolarlo e conservarlo, come farebbe la radice dentale naturale.
Gli aspetti positivi diventano ancora più evidenti nel caso di una sostituzione di più o di tutti gli elementi. Innanzitutto, viene ripristinata la capacità di masticazione che si aveva quando la dentatura naturale era totale. Inoltre, il paziente riacquista la possibilità di mangiare tutti i tipi di cibo, con grandi benefici sia a livello nutritivo che digestivo. Ancora: lo stesso conserva la fonazione naturale e le normali funzioni muscolari facciali, recuperando un aspetto più giovanile e naturale del viso. Da non sottovalutare il fatto, poi, che viene arrestato il processo di riassorbimento dell’osso mandibolare o mascellare conseguente alla perdita dei denti naturali e all’eventuale uso di protesi mobili. Ma spariscono anche l’infiammazione gengivale e il dolore correlato all’instabilità di supporti non adeguati. Infine, il paziente si riappropria di una maggiore sicurezza nel parlare e nel tornare a sorridere senza più imbarazzi.


La visita preliminare: dall’anamnesi all’esame obiettivo

Il trattamento è complesso, tanto più che c’è in gioco la qualità della vita di una persona. Proprio per questo, un’accurata visita in uno studio dentistico è il primo passo da compiere, per capire se ci sono delle controindicazioni tali da escludere la possibilità di intervenire. Si parte con una accurata anamnesi: con la vostra storia clinica a portata di mano, il dentista indagherà su eventuali malattie e terapie in corso o pregresse. Non dimenticate quindi di portare con voi le cartelle di eventuali ricoveri ospedalieri o le prescrizioni delle medicine, se le state assumendo.
 
A questa analisi, farà seguito un esame obiettivo della vostra bocca, con l’ispezione e la palpazione di denti e tessuti molli, e la valutazione da parte del medico dei rapporti tra i denti delle due arcate, della loro mobilità, delligiene orale e della salute parodontale.Nel caso in cui in questo stadio di verifica si riscontrassero malattie sistemiche, gengivali e/o dei tessuti di sostegno del dente come gengivite e paradontite, il dentista vi proporrà di trattarle preliminarmente, proprio per scongiurare il fallimento degli impianti. Prima di procedere, poi, sarà fondamentale sapere che la quantità e la qualità del tessuto osseo (e della gengiva) siano adeguate. Solo in queste condizioni, infatti, la stabilità sarebbe sufficiente. Altrimenti, si dovrà ricorrere alla sua rigenerazione.
 
Un altro strumento fondamentale prima di procedere con l’implantologia sono leindagini radiologiche. Si parte con l’ortopantomografia, detta anche panoramica, che fornisce al dentista un quadro della bocca in 2D. Ma se il risultato non fosse in grado di mostrare chiaramente lo stato dell’osso presente dove andrà inserito l’impianto, si procederà con una TAC 3D. Questa tecnica radiografica che sfrutta i raggi X a fascio conico, offre infatti una ricostruzione tridimensionale della bocca, per osservare anche il seno mascellare, il nervo alveolare inferiore e i forami mentonieri. Alla fine dell’indagine, se il paziente dovesse risultare idoneo, il dentista procederà con lo step successivo: la pianificazione dell’impianto.
 
 

 Le controindicazioni relative e assolute

 
 Come abbiamo detto, ci sono patologie che rappresentano un ostacolo tale, da pregiudicare la fattibilità di un intervento di implantologia. Altre, invece, non offrono le condizioni ideali per il trattamento, ma non impongono di doverci rinunciare, anche se il dentista dovrà procedere con la massima cautela. Sono da considerare controindicazioni assolute il diabete scompensato, la cirrosi epatica e l’insufficienza renale. Ancora: vengono ritenuti casi clinici impossibili da curare con un impianto anche i soggetti che hanno avuto un infarto nei sei mesi precedenti, quelli con malattie neurologiche gravi o neoplasie e i pazienti che stanno affrontando la chemio o la radioterapia. Anche chi assume farmaci bifosfonati per via sistemica per l’osteoporosi, non va considerato idoneo per la chirurgia orale.
L’implantologia può essere effettuata, ma solo con le dovute precauzioni da parte del dentista, nei casi di pazienti in cui il diabete sia compensato; di chi soffre di patologie cardiache, autoimmuni e delle mucose orali, o anche di disturbi della coagulazione del sangue. Da non sottovalutare poi il fumo, un fattore nocivo che impone di interrompere l’assunzione di nicotina per tutta la durata del trattamento, dall’intervento fino alla guarigione della parte interessata. Infine, come sempre, conta molto l'igiene, ma in questo caso si parla di chi ha già messo un impianto: un’inadeguata pulizia dei denti e dell’elemento esterno inserito in particolare, potrebbe comportare lo sviluppo di un processo infiammatorio dell’osso intorno alla zona trattata. Quindi, sarà necessario seguire tutte le indicazioni del dentista per tenere pulito il cavo orale, se non si vuole rischiare di dover tornare in uno studio dentistico prima del previsto.